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...e di fronte vulcano.
Di dove sono nato, nella collina incombente sul golfo di Napoli,
il Vesuvio è invisibile e così il mare su cui respira subdolamente
comatoso.
Ma di lassù, sai che il vulcano, il mare, ci sono e saturano i sensi
con mille idee di libertà.
Un’ulna spaccata in due, al fine di una velleitaria acrobazia atletica,
mi porta via al calcio.
Studi di architettura, allora, in palazzo Gravina, storica "fabbrica"
napoletana rivestita di splendido "bugnato".
Poi, libraio, discografico, informatore
scientifico, sindacalista, politico, giornalista di "carta stampata"
e dell’informazione elettronica.
Vent’anni, gli ultimi, di indagini sulla creatività,
di tifo senza pudore per >
Paul Watzlawick
e
Milton Erikson,
miti di Palo Alto, California, risuscitatori di energie cerebrali
in letargo.
Alle spalle, paziente, il vulcano, cioè Vesuvio e i suoi magmi
invisibilmente ribollenti, distruttivi a ogni risveglio.
Sgorga vitalità generosa dalle sue visceri, anche in questa stagione di
fittizio letargo.
Esalta la creatività ritrovata.
Duecento quadri in tre anni è il temporaneo consuntivo.
Taluni, da ora, viaggiano in internet.
Eccoli
Ciao
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